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L'AGGRESSIVITA'

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Pubblicato da in Cinofilia ·
 
L’AGGRESSIVITÀ 😡👿👊🏻

Uno dei modi più appariscenti con cui la competizione si manifesta è il comportamento aggressivo.
E’ l’ultima risorsa che il soggetto dovrebbe porre in atto nel caso in cui altre modalità di soluzione non hanno esitato una buona soluzione.

L’aggressività serve a descrivere le cause prossime (cioè i substrati neuronali, neurochimici e fisiologici) che in risposta a determinati stimoli ambientali, attivano o inibiscono la motivazione di un animale ad aggredire un conspecifico.

Il termine aggressività si riferisce ai fattori motivazionali, allo stato interno che influenza la predisposizione di un animale a comportamenti aggressivi che predispongono all'azione.
Il termine aggressione, invece, si riferisce alle manifestazioni di comportamento aggressivo quali ad esempio la minaccia ed eventualmente di attacco.


In genere l'aggressività tra conspecifici è ritualizzata.

Nell'aggressione intraspecifica si distinguono quella competitiva (acquisizione o mantenimento delle risorse come il territorio) e protettiva (difendere se stessi o la prole).

I moduli impiegati nel comportamento aggressivo hanno una caratteristica specie specifica invariante e stereotipati.

L’aggressione difensiva intraspecifica si differenzia da quella competitiva per la sua scarsa ritualizzazione, inoltre qui colpiscono senza alcuna inibizione verso le parti vitali.
Per esempio le femmine di topo 🐀che hanno partorito attaccano i maschi estranei con morsi rivolti alla testa, ventre e genitali; strategia all'infanticidio.

La fuga è un segnale che pone fine al comportamento aggressivo, altri sono il segnale di sottomissione (mostrando il ventre e i genitali), imitare il comportamento di accoppiamento in estro delle femmine (babbuini).

Si differisce l'aggressione sociale da aggressione (comportamento) predatoria. L'aggressione sociale ha lo scopo di allontanare o comunque di bloccare l'azione dell'aggredito.
L'aggressione predatoria ha come finalità la cattura e l'uccisione della preda.

La scuola anglosassone distingue aggressività protettiva, territoriale, da dominanza, da paura ecc...
Poi esiste una scuola francese che è più orientata sul "come mi sento" quando aggredisco, (su una condizione psicologica): aggressività irritativa, da incapacità di socializzazione.

Aggressività impulsiva (il soggetto non è in grado di trovare un' altra soluzione per risolvere il problema).

Aggressività di tipo riflessivo (usa l'aggressione come modalità per risolvere il problema in modo consapevole, usa il morso come strumento utile per risolvere il problema). E’ un comportamento che tende a stabilizzarsi, difficile da correggerlo.

L'aggressione proattiva (tipica dei soggetti sicuri) diversa da aggressione reattiva (tipica dei soggetti insicuri).

PER I PIÙ' CURIOSI...
I substrati neuronali dell’aggressività sono stati individuati nelle strutture paleoencefaliche, quali la formazione reticolare 🧠(che controlla l’arousal dell’animale eccitandone o inibendone l’attività), il sistema libico, il talamo e l’ipotalamo.
La stimolazione dell’ipotalamo e del sistema libico, produce attraverso l’attivazione del sistema nervoso autonomo (simpatico e parasimpatico) una seria di risposte viscerali e somatiche. La corteccia cingolata è implicata nella regolazione dell’aggressività.
Esperimenti di Hess, 1940:
-La stimolazione dell’ipotalamo laterale suscita aggressività predatoria.
-La stimolazione dell’ipotalamo mediale suscita aggressività affettiva.
Negli animali e nell'uomo si è riscontrato che l’attività delle sinapsi serotoninergiche inibisce l’aggressività.
L’attivazione della corteccia prefrontale ventrale inibisce l’attività dell’amigdala sopprimendo le reazioni di rabbia e aggressività.
Farmaci come la fluoxetina (prozac) agonista della serotonina abbassano i livelli di aggressività e irritabilità.

Un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica BioMed Central, condotto da Carlos Alvarez, ha dimostrato che ci sarebbero ben 12 geni responsabili sia delle dimensioni che dell’aggressività.
“Questi geni appaiano coerenti con la regolazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene,impiegata nei comportamenti collegati alla paura e all'aggressività”, ha dichiarato Alvarez.

Per disciplinare il comportamento aggressivo si consiglia di rivolgersi il prima possibile ad un Istruttore Cinofilo con impostazione Cognitivo Zooantropologico.


Dott. Coppola Fanel



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