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- SESSUALITA' ANIMALE, DAI PRIMATI AL CANE

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Pubblicato da in Cinofilia ·
Tags: SESSUALITA'ANIMALEDAIPRIMATIALCANE


 
Secondo Darwin gli animali che dimostrano di avere le giuste caratteristiche per adattarsi all’ambiente hanno una discendenza più numerosa e più vitale, e le loro caratteristiche genetiche si trasmettono alla prole.
 
 
In alcune specie animali, i maschi commettono infanticidio verso la prole della femmina. Questo bizzarro fenomeno avviene perché il maschio desidera eliminare la prole del rivale ed ingravidare la femmina il più velocemente possibile. Si ritiene che la promiscuità sessuale sia una strategia femminile contro l’infanticidio maschile: l’incertezza della paternità, dovuta alla condivisione delle femmine, impedisce ai maschi di attaccare i piccoli delle femmine che conoscono.
 
 
In svariate specie di Primati la promiscuità sembra essere il sistema riproduttivo più praticato. Il cane che si accoppia diverse volte con la stessa cagna mostra delle motivazioni sempre più ridotte e un periodo refrattario sempre più lungo. D’altronde, in presenza di una nuova femmina la sua fitness riproduttiva recupera vigore. Questo viene chiamato “effetto Coolidge”.
 
 
In una finalità di sopravvivenza, di permanenza e di diversificazione, la natura seleziona gli individui che possiedono le caratteristiche adattive per riprodursi; per far questo sono necessari comportamenti sociali, riproduttivi e di parentela. Anche se è vero che molti cani possono provare una particolare “simpatia” per lo stesso sesso, ciò non esclude l’accoppiamento con le femmine; questo perché l’istinto alla sopravvivenza e di riproduzione è molto forte. Per tanto la pratica della monta fra cani dello stesso sesso è una pratica abituale, ma che serve solo a dimostrare chi comanda, chi è più forte.
 
 
Il comportamento riproduttivo è definito come l’insieme dei comportamenti di corteggiamento e dei comportamenti di copula o coito. I primi, ovvero flirt, aumentano la probabilità di una copula.  La sessualità è essenzialmente biologica e riflessa; vale a dire che tale comportamento ha un alto livello di motivazione superiore al comportamento sociale e ludico.
 
 
I comportamenti sessuali sono attivati da processi neuro-ormonali che li rendono automatici, compulsivi e inevitabili. Ma sono anche attività autorinforzate poiché sono generalmente seguite da conseguenze piacevoli (orgasmo) che rinforzano la motivazione e la performance. Dato che il  comportamento erotico della cagna è dipendete dai suoi ormoni, non c’è desiderio cosciente di progenie nel cane.  La cagna in fase di proestro attira il maschio che gli fa la corte (flirt); la femmina si lascia corteggiare, ma rifiuta la monta e la penetrazione. Il proestro comincia il primo giorno delle perdite ematiche, aumentano gli estrogeni, i quali inducono il rigonfiamento della vulva. La femmina in estro, circa 10 giorni dopo il calore, accetta “monta” e penetrazione del maschio, portando la coda di lato e sollevando il dorso.  Dopo la penetrazione il maschio incurva la schiena e mette in atto delle spinte; il glande basale turgido blocca il pene nella vagina. Dopo il glande rimane turgido impedendo là separazione dei due partner, per un periodo di circa 15 minuti. Il cane maschio scende dalla femmina; i due partner si ritrovano schiena contro schiena, nell’attesa di potersi separare. L’anatomia dei cani maschi e femmine impedisce la fuoriuscita del pene finché non si ha la terza eiaculazione. Se li si separa con la forza, entrambi gli animali potrebbero farsi male e ferirsi e la copulazione non arriverebbe alla fine. È normale che la femmina emetta versi simili a lamentele e pianto oppure che abbai o grugnisca, ma non bisogna interrompere l’accoppiamento dei cani.
 
La gravidanza dura una sessantina di giorni circa. L’addome si estende, le mammelle si gonfiano, la cagna è meno attiva e ha maggior appetito.
 
 
Il comportamento sessuale del maschio può essere attivo in ogni momento fra la pubertà e la senescenza. In alcune specie i maschi non collaborano alle cure parentali ne offrono alcun tipo di risorsa alla femmina, ma il loro contributo è limitato ai soli spermatozoi, cioè alla metà dei geni della futura prole.
 
 
Si dice che la castrazione renda gli animali più docili. Un cane castrato è più facile da gestire all’interno di una famiglia; é meno interessato alla sessualità, e meno irritabile…la castrazione non è una panacea; non guarisce tutti i problemi comportamentali. Tuttavia, essa sembra migliorare il comfort sociale dei proprietari. Ci sono differenti forme di castrazione: gonadectomia, isterectomia, castrazione chimica, contraccezione chimica. Il comportamento sessuale può diventare un disturbo ossessivo compulsivo, come il caso della ipersessualità, o parafilia. Questi ultimi due sono trattati con farmaci antitestosterone o mediante castrazione e dando al soggetto più attività differenti e stimolanti.
 
 
Fanel Coppola, Istruttore Cinofilo
 
 
LovingDogs.it
 
 
 
 
 
Bibliografia
 
 
https://rivistanatura.com/animali-strategie-evolutive-importanza-della-promiscuita/
 
 
https://www.animalpedia.it/la-gravidanza-del-cane-settimana-per-settimana-42.html
 
 
Sabrina Giussani – Medicina comportamentali del cane e del gatto, Poletto Editore, 2015
 
 
Alock J., Etologia. Un approccio evolutivo, Zanichelli, Bologna 1992



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