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Pubblicato da in Cinofilia ·
Tags: LAPETTHERAPY

Pet Therapy o zooterapia o setting zooterapeutico.



Cos'è e com'è nata la Pet Therapy

Bisogna guardare gli interventi assistiti dall' animale con un approccio psico-biosociale in cui il paziente è inquadrato nella sua unicità e nella appartenenza al suo contesto.

Numerosi studi antropologici e psicologico affermano che l'interazione con l'animale puó ridurre numerosi disturbi comportamentali (agitazione, stress, aggressività, apatia, depressione) e stimolare alcune funzioni cognitive.

É un processo che si realizza mediante una relazione interspecifica.

L'animale presente in un setting terapeutico è in grado di aprire il mondo emotivo dei pazienti e diventa un facilitatore sia nelle terapie riabilitative e psicoterapie.

Gli obiettivi terapeutici sono quelli di sviluppare attraverso il rapporto con il cane in base a metodologie adeguate:
-la capacità di analizzare e adeguarsi al contesto
-sviluppando iniziative che sviluppino la capacita di interagire
-migliorare le capacità motorie
-lavorare sulle competenze sociorelazionali
-insegnare ad abituarsi a nuove situazioni
-migliorare le capacità di coordinazione e senso dell’orientamento (come l'esercizio del lancio della pallina nel tunnel).
Altri obiettivi sono sulla fiducia e sulla verbalizzazione.

L' equip generalmente é formato da diverse figure professionali come il veterinario, lo psicoterapeuta, il cane e il conduttore.


Le diverse forme di pet therapy
Gli acronimi AAA, EAA, TAA acronimi sono utilizzati per indicare le varie tipologie di interventi educativi mediati dall'animale. Tale distinzione (tuttora presa in considerazione), è stata fatta dal biologo Dennis C. Turner il quale, negli anni ’80 del ‘900, ha classificato gli interventi sulla base della tipologia e della complessità. I termini preferiti TAA, AAA, EAA suggeriscono che l’animale è forza motivante che rinforza il trattamento fornito dal conduttore.

 
 
Le AAA sono un intervento di tipo ludico-ricreativo educative e di supporto psicorelazionale finalizzato a portare allegria e serenità all’utenza alla quale si rivolgono. Rispetto alle TAA si svolgono in gruppo visto che questo intervento non prevede il raggiungimento di obiettivi specifici per il singolo paziente. Questo genere di attività AAA ben si adatta a differenti tipologie di utenza e a diverse fasce d’età. Possono essere svolti in diversi ambienti come le case di riposo, gli ospedali, le scuole e le comunità di recupero. Non sono legate a vere e proprie terapie subordinate alle condizioni mediche del paziente. Gli obiettivi specifici non vengono programmati per ciascuna visita, non vi è obbligo di raccolta dati ed informazioni durante le visite, e quest’ultime sono gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita. Un esempio di AAA: un gruppo di conduttori effettua una dimostrazione di obbedienza in una struttura residenziale per ragazzi con comportamenti delinquenziali.

 
 
Le Terapie assistite da animali, TAA, prevedono un progetto di intervento dettagliato e mirano ad obiettivi specifici. Gli obiettivi predefiniti per ciascun fruitore possono essere: fisici, motori, comportamentali, cognitivi, psico-sociali, motivazionali ed educativi. Consistono in co-terapie basate sulle indicazioni fornite dal medico o dallo psicologo/psicoterapeuta del paziente in oggetto. Le caratteristiche delle AAT sono: l’individuazione di obiettivi specifici per ciascun destinarlo dell’intervento, valutazione dei progressi, partecipazione del professionista, miglioramento delle funzioni. Un esempio di TAA: un terapista della riabilitazione è assistito da un cane e dal suo conduttore per accrescere l’autonomia di movimenti della spalla di una persona. La persona ha lo specifico obiettivo di accrescere la sua capacità di raggiungere uno dei suoi piedi. I progressi raggiunti durante ogni seduta sono documentati dal terapista professionale.
 
 

 
L’educazione assistita dall’animale, EAA, mira a migliorare la relazione responsabile e rispettosa tra uomo, animali, natura; ha lo scopo di favorire il miglioramento delle capacità cognitive di bambini ed adolescenti.
 
Le caratteristiche sono: l’individuazione di obiettivi specifici per ciascun destinarlo dell’intervento, valutazione dei progressi, partecipazione del professionista, miglioramento elle funzioni cognitive. Un esempio di EAA: un insegnante chiede la partecipazione di un Pet Partners per stimolare un proprio alunno all’apprendimento della matematica. Oppure un educatore professionista è assistito da un conduttore per insegnare ad un ragazzo con ritardo mentale la comunicazione facilitata.



Linee guida in materia di attività e terapie assistite con gli animali

 
Per meglio regolamentare la Pet therapy è stato istituito nel 2009 il Centro di referenza nazionale per gli IAA e il 25 marzo 2015 il Governo ha sancito un accordo ((art. 4 del D.lgs. n. 281/1997) con le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano sul documento recante le “Linee guida nazionali per gli interventi assistiti con gli animali (IAA)”.  
 
Sono il documento più importante della storia degli IAA del nostro Paese.
 
Tale documento è frutto della collaborazione tra il Ministero della Salute, l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, il Centro di Referenza Nazionale per gli Interventi Assistiti dagli Animali e altri centri italiani che, a vario titolo, di occupano di studio, promozione e formazione in materia di IAA.
 
Questo documento, che legittima la valenza della pet therapy come disciplina e ne riconosce la valenza riabilitativa, è stato finalmente recepito da tutte le regioni.
 
Le linee guida nazionali rendono inoltre omogenea la normativa creando un modus operandi comune a tutto il territorio
 
Queste norme definiscono tutte le modalità di svolgimento della terapia, le fasi di progettazione, i professionisti coinvolti, le strutture abilitate, gli animali adeguati e i percorsi formativi necessari per operare, ai vari livelli, in questo settore.


 
Equipe multidisciplinare e PetTherapy: una formula vincente

 
 
Le TAA e le EAA, prevedono il coinvolgimento di un’équipe multidisciplinare composta da diverse figure professionali, sanitarie e non, e operatori che concorrono alla progettazione e alla realizzazione dell’intervento, ognuno per le proprie competenze, lavorando in stretta collaborazione.
 
Tutti i componenti dell’équipe devono avere una specifica formazione e l’attestazione di idoneità
 
Le linee guida affermano che le figure professionali coinvolte sono:  
 
Medico veterinario esperto in IAA: collabora con il responsabile di progetto, o dell’attività in caso di AAA, nella scelta della specie animale e della coppia coadiutore – animale valuta i requisiti sanitari e comportamentali dell’animale impiegato e indirizza alla corretta gestione dello stesso assumendone la responsabilità.

 
Coadiutore dell’animale: prende in carico l’animale durante le sedute. In tali fasi assume la responsabilità della corretta gestione dell’animale ai fini dell’interazione e provvede a monitorarne lo stato di salute e di benessere, secondo i criteri stabiliti dal medico veterinario al quale riferisce eventuali sintomi di malattia o di disturbi del comportamento. Il coadiutore dell’animale è in possesso di comprovata esperienza nella gestione delle specie animali impiegate negli IAA.

 
Responsabile di progetto: coordina l’équipe nella definizione degli obiettivi del progetto, delle relative modalità di attuazione e valutazione degli esiti. È un medico specialista o uno psicologo-psicoterapeuta.  

 
Referente di Intervento: prende in carico la persona durante la seduta ai fini del raggiungimento degli obiettivi del progetto. Il responsabile di progetto, per tale ruolo, individua un’idonea figura professionale dell’Area sanitaria di cui al D.I. 19/02/2009 o appartenente alle professioni sanitarie (ex Legge 43/2006 e D.M. 29/03/2001) e di documentata esperienza e competenza in relazione agli obiettivi del progetto stesso.

 
Responsabile di Attività: organizza e coordina le attività. Il ruolo di responsabile nelle AAA può essere ricoperto da figure professionali e operatori con esperienza e competenza in relazione agli obiettivi dell’attività stessa


 
La mente umana e quella animale si uniscono e mettono le loro capacità al servizio delle persone che hanno bisogno con l'obiettivo di portare benessere, migliorare la qualità della vita e tutto questo non può che portare beneficio anche alla società. L’unione fa la forza!


 
La tutela del benessere animale

 
È necessario assicurarsi che gli animali che partecipano al programma siano in buona salute senza parassiti e malattie infettive ed essere in regola con le vaccinazioni.  Il controllo sanitario viene effettuato da un veterinario.  
 
L’animale deve desiderare di partecipare alle interazioni e deve essere costantemente monitorato per cogliere segnali di stress durante gli incontri, poi bisogna identificarne le cause, le tecniche di prevenzione e di riduzione. Ogni animale è un individuo, con capacità e tolleranze proprie. È necessario imparare a riconoscere i segnali di stress e di affaticamento che l’animale mostra. Alcuni segnali di stress comprendono sbadigli, tremolii, pupille dilatate, piagnucolii, distrazione, inquietudine...

 
Ogni animale reagisce diversamente agli stimoli esterni, alcuni dei più comuni fattori di stress comprendono rumori insoliti, affollamento da parte di persone o altri animali, persone che assumono comportamenti inappropriati o insoliti…

 
Per prevenire lo stress e l’affaticamento negli animali è importante selezionare con cura l’ambiente in modo tale che sia adeguato, portare un suo oggetto familiare, effettuare delle pause in esterno durante le visite prima che compaiono segnali di stress, non deve mancare acqua fresca…
 
Controllare che l’animale segua una alimentazione equilibrata con iodio e fosforo.
 
 
 
 






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